Anime e manga: una forma d’arte sottovalutata.




Quante volte abbiamo sentito dire “leggi ancora quella roba”, “cresci, basta cartoni”?

Beh c’è un motivo per cui, sempre di più, il pubblico di “otaku” cresce (anche, ahimè, di età); i manga sono arte.


Prima che mi vengano scagliate addosso maledizioni da professori di arti visive è giusto fare una doverosa distinzione: non parlo di tutte le opere nipponiche, né, tantomeno, ho la pretesa di giudicare cosa sia arte e cosa non lo sia.


Ma parliamoci chiaro, alcuni manga (e relativi anime) sono capolavori assoluti.

Se la mentalità media non li considera tali, probabilmente, è perché appartengono ad una categoria bistrattata, il fumetto (e l’animazione).


Non serve cercare le opere meno conosciute per capire il potenziale di questa forma di comunicazione, a metà tra la letteratura e il disegno: pensiamo, ad esempio, ad alcune tavole di Miura o Araki (il primo che fa di Berserk una commistione di correnti artistiche e, il secondo, che rende le sue pagine degne di Vogue).


I fumetti hanno il vantaggio di unire due forme d’arte considerate più nobili, eppure sono poco considerati ma perché ?: credo che le origini siano nella pop culture , quando venivano considerati come “forma di intrattenimento popolare e usa e getta”.


Per fortuna, sempre più pubblico, si avvicina a questo mondo, portando così a ristampe di opere fondamentali ma poco conosciute e a edizioni sempre più curate.


Penso sia bellissimo che essere “nerd” venga, ora, considerato molto più normale e mi auguro che questa splendida forma d’arte venga sempre più amata e rivalutata nel tempo!


203 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Straight to Blood III

LONDRA 1853 Il vento soffiava gelido nei sobborghi di Londra. Era Febbraio e i luoghi in cui ripararsi erano già colmi di senzatetto e mendicanti. Will procedette spedito verso la sua destinazione, i

Straight to Blood - II

LONDRA 1850 La città puzzava. Era un odore quasi solido, un tanfo inacidito di sporcizia, carne, e vapori venefici industriali. Ma quella era casa. Will tornava dal collegio quasi sempre felice, non a